Consigli della Psicologa sportiva WTKA: allenare la mente

Vi è mai capitato di prepararvi a lungo per un appuntamento importante, di essere pronti, di sentirvi carichi, di sapere che avete tutte le carte in gioco per poter fare una buona prestazione e poi tutto finisce a rotoli e non riuscite a darvi una spiegazione!

Sui giornali, all’indomani di qualche appuntamento importante mancato dagli atleti, spesso si legge: “E’ stata solo una questione di testa!”, “Non c’era con la testa!” o altre frasi simili scritte quasi come se fosse un’accusa.

Nello sport moderno, dove le richieste sono sempre più elevate e la concorrenza molto agguerrita, gli atleti si trovano a dover gestire una forza sempre più potente: la propria mente. Se ben gestita e allenata è in grado di portarci molto lontano ma, al contrario, se trascurata e non ben controllata è in grado di farci fallire anche prestazioni in cui eravamo certi di potercela fare.

Per capire il senso della psicologia sportiva e dell’allenamento mentale ricordatevi sempre che il nostro comportamento (prestazione) è frutto di pensieri, emozioni e sensazioni. Se questi ultimi tre elementi sono gestiti bene allora anche la nostra prestazione ne beneficerà. Al contrario, si rischia di creare un “loop” negativo che avrà il suo esito nel nostro comportamento.

Facciamo un esempio: un atleta entra in campo e percepisce delle sensazioni fisiche sgradevoli (es. un leggero mal di testa). Potrebbe iniziare a pensare: “Non sono in piena forma oggi, non mi sento granchè bene”. Le emozioni collegate a questo stato non saranno sicuramente positive e magari potrebbe comparire un leggero senso di ansia o insicurezza. Questa emozione genererà a sua volta dei pensieri del tipo “non mi sento in grado di competere, l’altro è sicuramente in una condizione migliore di me, è più forte”. Il leggero mal di testa potrebbe aumentare e chiamare a sè altre sensazioni fastidiose come l’irrigidimento muscolare, ecc.

Risultato? Provate ad immaginare.

La psicologia dello sport (e lo psicologo sportivo) lavora proprio su questi aspetti. Aiuta gli atleti e le squadre a riconoscere quali sono i pensieri e le emozioni non funzionali alla prestazione e, soprattutto, fornisce degli strumenti pratici per imparare a modificare questi aspetti e portarsi nella miglior condizione psicologica per affrontare la prestazione.

Ovviamente si tratta di un percorso di allenamento non è una pillola magica!

Vedremo insieme in che cosa consiste concretamente un percorso di allenamento mentale. Intanto, se vi è sorto il dubbio di sapere se, per caso, anche voi potreste trarre beneficio dall’allenamento mentale, provate a rispondere a queste domande:

- vi capita regolarmente di rendere più in allenamento che in gara?

- provate ansia prima di una prestazione importante?

- vi distraete facilmente durante la prestazione e fate fatica a rimanere concentrati su ciò che state facendo?

- vi capita improvvisamente di perdere la voglia (l’interesse) per ciò che state facendo?

- siete molto critici con voi stessi?

- date più importanza ai vostri errori piuttosto che ai vostri successi?

- rimane condizionati dalle sconfitte e continuate a pensarci per lungo tempo?

- vedete gli altri come più bravi, migliori o comunque sempre in qualche modo superiori a voi?

Ecco, se avete risposto affermativamente ad alcune di queste domande potrebbe essere interessante per voi continuare a leggere questa rubrica cercando di capire in che modo potervi avvicinare alla psicologia sportiva.

 

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