VIVA LA LIBERTA’, VIVA FRAGALE E VIVA PURE L’ITALIA

Visto che siamo in clima di europei e male non fa…

Non ricordo esattamente quando ho conosciuto Roberto Fragale, insieme a pochi altri è un personaggio storico delle arti marziali italiane ed in effetti si può dire che di fama lo conosca da sempre anche se di persona non saprei indicare esattamente il momento preciso in cui l’ho conosciuto.

Di lui ho sentito parlare spesso quando ancora praticavo i primi rudimenti di Kung Fu e Full Contact a Serravezza.

Erano tempi epici per le arti marziali ed anche per me. Ricordo che mi sciroppavo con entusiasmo una decina di chilometri in motorino tre volte alla settimana per andare ad allenarmi.

Era la palestra di Kung Fu e Full Contact più vicina a Massa, la mia città, dove all’epoca praticavo Judo e Aikido ma volevo sperimentare alle soglie dei 18 anni qualcosa di più esplosivo che imbrigliasse in maniera più dinamica le mie energie. Beata gioventù!

Oggi ho recuperato il valore educativo del Judo e dell’Aikido due discipline meravigliose a cui sono molto legato, allora però nel pieno dell’esuberanza giovanile mi sentivo di spaccare il mondo e volevo praticare uno sport con calci e pugni, che per me proveniente dal mondo delle proiezioni e delle leve, mi sembrava molto più devastante.

I tempi erano totalmente diversi e per lo meno nella mia città, ma credo quasi ovunque, esisteva solo il Judo, il Karate e l’Aikido. Già sentire parlare di Kung Fu era come nominare qualcosa di esotico, misterioso, metafisico.

Evocava un non so che di intangibile che aveva però, forse proprio per queste ragioni, un appeal incredibile; era impossibile resistere e poi quelli erano gli anni delle pellicole di quei fantastici film di Kung Fu dove tutto era possibile…

Che epoca! Si narravano storie incredibili ed avventure marziali che a raccontarle oggi ci sarebbe solo da arrossire per la vergogna, ma allora era davvero una stagione di grandi illusioni e anche grandi cantonate!!!

Io volevo sperimentare di tutto, fu cosi che iniziai a praticare svariate discipline in un ottica a 360 gradi che è diventata poi parte integrante anche della WTKA: pugilato, karate taekwondo, ju jitsu. Avevo il sacro fuoco della conoscenza, un’ossessione assoluta ed insanabile: mi chiudevo in camera a divorare tutti i testi possibili e immaginabili relativi alle arti marziali peraltro difficilissimi da trovare a quei tempi.

Mi ricordo che pieno di entusiasmo e con una passione sconfinata andavo in treno fino alla biblioteca Hoepli di Milano per comperare i miei primi volumi sulle varie arti marziali che ancora conservo gelosamente: libri sul kyokunshinkai, lo shorinji kempo, il nunchaku, i libri di Fassi sul kung fu ed il karate e tutto quello che allora si poteva trovare. E che avrebbero potuto indicarmi la via da da seguire per arrivare alla conoscenza e all’illuminazione!!!!

Erano DAVVERO altri tempi: le arti marziali rappresentavano qualcosa di indefinito, di misterioso e su di me allora ragazzo esercitavano un fascino indescrivibile ed una passione al limite dell’ossessione.

Ricordo che per un periodo volevo diventare un monaco shaolin!!! E non mi perdevo per nessuna ragione un solo episodio con Corradaine, una serie televisiva meravigliosa sul kung fu ambientata in parte in Cina in un monastero ed in parte negli Stati Uniti su un monaco shaolin che ha arruolato più fans alle arti marziali di qualsiasi altro dopo Bruce Lee.

Che ricordi meravigliosi pieni di ingenuità, passione e sperimentazione alla ricerca dell’arte marziale suprema ed invincibile. Erano tempi nei quali mi spostavo praticamente da una manifestazione all’altra: Milano, Genova, Firenze ovunque per osservare da vicino i grandi maestri, le diverse arti marziali in una sete di sapere ed un ansia di apprendere che non si esaurivano mai.

Non che oggi io sia cambiato di molto eh, diciamocelo, forse il tutto si è solo spostato verso la WTKA dove indirizzo tutte le mie attenzioni, le mie premure, le mie energie.

E’ finita l’epoca dell’apprendistato marziale, dello studio feroce, anche se ancora mi alleno, e continuo a studiare la Kickboxing, la mia disciplina per eccellenza, ai santoni marziali però non credo più.

IL TEMPO NON PASSA INVANO, un pò a dire il vero mi dispiace pure: in fondo è come scoprire che babbo natale non esiste, lascia l’amaro in bocca, ma ho scelto di tenere i piedi per terra e affrontare la vita con maggiore realismo anche se non rimpiango nulla di quelle illusioni che mi hanno scaldato il cuore per tanti anni e mi hanno comunque indicato una via da seguire…

 

Ogni stagione ha i sui sogni ed oggi il mio è la WTKA che ho fondato sui fondamenti di quegli anni e di quelle speranze.

EBBENE, in questo clima di grande fermento di illusioni ed esaltazioni continue in una ricerca asfissiante verso chissà quale verità superiore niziai a praticare come detto il Kung fu e dopo poco tempo la Kickboxing.

La mia ricerca era finalmente conclusa, avevo trovato marzialmente parlando la mia strada e la mia disciplina prediletta: la Kickboxing appunto e da li non mi sarei mai più mosso e ad oggi sono 24 anni ininterrotti integrati qua e la dallo studio del karate per migliorare la mia scelta di tempo e il calcio frontale, del pugilato per le tecniche di braccia e poi successivamente della Muay thai, della savate, della kick jitzu e quant’altro avesse a che fare con le discipline inerenti appunto allo sport dei calci e pugni. Un amore ininterrotto che non finirà mai…..

Praticamente da subito, forse anche per la vicinanza con Pisa dove Roberto tutt’oggi vive e lavora sentii spesso parlare di lui

Sono personaggi che per il loro carisma diventano protagonisti loro malgrado di episodi a volte veri a volte surreali ammantati di mistero e curiosità: Roberto Fragale era appunto come detto titolare della palestra che tutt’oggi dirige a Pisa.

Ricordo che mi ci recai pure tempo immemore addietro spinto dal desiderio di migliorare il mio Kung fu.

Pensavo infatti di iscrivermi all’università di Pisa, poi non se ne fece nulla perchè andai a studiare Psicopedagogia e l’Isef a Firenze.

Roberto all’epoca era professore di Kung fu un grado paragonabile al 5° Dan, un grado che incuteva un timore reverenziale pazzesco. Oggi significa poco ma allora vi posso assicurare che i Dan erano cosa seria e quando sentivi parlare di terzo Dan già ti mostravi pieno di rispetto ed ammirazione.

Il quarto era quasi da leggenda ed il quinto inarrivabile.

A pensarci oggi viene da sorridere lo so, e l’ingenuità che avevamo era commovente.

Le cinture nere oggigiorno vanno via come il pane ma in quei tempi che furono e che mai più ritorneranno non era così.

Dal Kung fu al Contact e dal Contact alla Muay Thai, per Roberto il passo fu brev,e si fa per dire, e di questa disciplina ne è stato pioniere assoluto in Italia insieme a pochi altri tra i quali ricordo Giannessi anche lui di Pisa.

Nella Thai ROBERTO ha costruito gran pare della sua carriera, vi eccelle come arbitro e come maestro coadiuvato dal figlio che ne porta avanti con grande valore la storia e la tradizione della scuola FRAGALE.

Una storia che si tramanda di padre in figlio è qualcosa che già di per se ha un valore che travalica quello delle arti marziali, una storia fatta di grande passione e amore.

Gli anni passano nel frattempo, Roberto è divenuto uno dei più stimati arbitri a livello mondiale, in Italia e Presidente della Commissione arbitrale Kickboxing e responsabile unico settore Thai della Fikb la Federazione dove io stesso ho militato per tanti anni.

E se ciò non bastasse ed altresì membro della Commissione Internazionale sport da ring della WAKO.

Una carriera fulminante la sua, in quella che sicuramente fino ad oggi è la federazione più strutturata ed organizzata della Kickboxing in Italia.

E qui vorrei aprire una piccola parentesi: la concorrenza in Italia riconosciamolo onestamente non è altrettanto organizzata e strutturata come la Fikb. É sempre meglio dire la verità ed aver chiaro quelli che sono i punti di merito dell’uno e dell’altro se si vuole davvero cercare di costruire qualcosa di serio e proporre un’alternativa valida.

Tutto il settore delle federazioni non ufficiali diciamo così è rappresentato da diverse compagini tutte indipendenti ma ciascuna troppo piccola di per se stessa, per rappresentare una valida e credibile alternativa alla Fikb eccezion fatta forse per la Iaksa che vive di vita propria e che ha stretto un alleanza di ferro con Wtka, Wka, Fekda ed altre realtà federali creando di fatto il primo nucleo di una interessante confederazione che già ad oggi senza schiacciare troppo sull’accelleratore al primo anno di blanda sperimentazione ha prodotto tornei nazionali sulla falsariga della filosofia open Wtka con centinaia di atleti su tutto il territorio nazionale: Palermo, Roma, Milano, Rimini.

Da li a creare una incredibile e potentissima nuova Federazione il passo è breve…

Per quanto mi riguarda è un peccato che questa collaborazione non possa estendersi alla Fikb nella MARATONA MARZIALE.

E’ stato un mio obbiettivo sin da subito ma i regolamenti federali parrebbero impedirne la realizzazione….

Sarebbe stata un’espressione di grande libertà vedere anche questi atleti partecipare a questo torneo che è il più grande al mondo, ed è un peccato per noi non poterli ospitare.

Vedere la Maratona Marziale inserita nel calendario delle gare ufficiali Fikb senza inutili divisioni e contrapposizioni sarebbe un’espressione di grande lungimiranza…

Del resto non si capisce cosa mai potrebbe succedere: la Maratona Marziale in fondo è nata proprio con questo intento sin dall’inizio e cioè quello di coinvolgere tutti gli atleti provenienti da qualsiasi federazione senza distinzione alcuna per potersi confrontare IN UN CLIMA DI FESTA, DI SERENITA’, DI ALLEGRIA cosi com’è già di fatto.

Purtroppo la cosa non è stata possibile attuarla ed io sinceramente non ne capisco il motivo.

Ad ogni buon conto siccome sono uno che non si perde d’animo e sono abituato a rimboccarmi le maniche per trarre il meglio anche dalle cose negative, ho preso la palla al balzo ed ho creato la WTKA International, un’associazione dove sono confluiti 138 paesi da tutto il mondo in soli 4 anni. E per non abbandonare il mio sogno di organizzare il più grande torneo di arti marziali del mondo che coltivo da sempre, sono stato, diciamo cosi, costretto da esigenze congetturali a fare di necessità virtù e creare una organizzazione che supplisse alla mancanza di quelle ufficiali.

Oggi il torneo è cresciuto a dismisura e solo nel karate per darvi un dato abbiamo 2200 iscrizioni!!!!!!!

In questo settore non sentiamo davvero l’esigenza di fare di più o costituire un nuovo soggetto federale, abbiamo creato infatti una confederazione in Italia che funziona benissimo: i numeri ci sono testimoni ed anzi, semmai in futuro dovremmo limitarne le adesioni per non ingolfare il nostro Campionato.

Adesso avendo sistemato definitivamente il Karate in Italia con questo assetto fatto di collaborazioni a tutto tondo, dove ogni realtà si relaziona con le altre senza paure o pregiudizi pur mantenendo la propria totale indipendenza, vorrei concentrarmi di più sulla Kickboxing perchè li, in effetti, potremmo fare molto di più.

E siccome il numero dei praticanti è molto più piccolo che nel Karate, per aumentarne la partecipazione alla Maratona Marziale che è il mio credo assoluto e l obiettivo che mi sono prefissato , se la fikb non potesse partecipare a causa di questi regolamenti federali che ne impediscono la partecipazione dovremmo gettare le basi perche questa alleanza strategica che gia esiste praticamente con tutte le altre federazioni italiane restanti di kick boxing si materializzi in qualcosa di piu concreto

Chissà che non sia giunto il momento di provare a compattare tutte queste federazioni italiane su un piano di uguaglianza democrazia e rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno per creare una valida alternativa alla Fikb, un’alternativa credibile sia sotto il profilo numerico che organizzativo…Staremo a vedere, se son rose fioriranno…

Una considerazione però voglio farla, certo che in Italia tutto è davvero particolare, difficile e le cose semplici diventano complicatissime. Una persona dopo anni e anni di gavetta vuole organizzare un torneo di arti marziali, coltiva il sogno sin da bambino di realizzare una specie di piccola olimpiade di tutte le arti marziali, dove il confronto tra tutti gli stili sia la prerogativa principale in un clima di festa, serenità ed allegria senza barriere, senza divieti, tutti uniti sotto un unico cielo per cercare di creare qualcosa di simile ALLA MARATONA DI NEW YORK che possa farci uscire dall’anonimato, che possa attrarre l’attenzione dei mass media per far conoscere i valori marziali al di fuori del ristretto cerchio degli appassionati.

Ebbene che cosa succede??!! Una levata di scudi generali, divieti e veti incrociati, niet di stampo sovietico. Insomma quello che sarebbe la cosa più ovvia, cioè lasciare libere le persone di scegliere sulla base della qualità se partecipare o meno ad un evento lasciando liberi, e sottolineo questa parola LIBERI, ciascuno di decidere se partecipare a questo o a quel torneo, avviene esattamente il contrario!!!!!!!!!!

Fantastico!!! Così per realizzare il proprio sogno si è costretti in questo strano paese a fare una fatica incredibile laddove invece basterebbe usare solo un pò di buon senso, ma siccome nella vita ho imparato a fare di necessità virtù, senza tanti piagnucolii e paure la MARATONA MARZIALE è già una realtà viva e pulsante anche senza le cosiddette federazioni ufficiali perchè la forza dirompente di un principio di libertà vince sempre, è solo questione di tempo, la storia è li a dimostrarlo.

E parlando di libertà non posso non continuare a parlare di Roberto appunto che ho avuto modo di incontrare in varie occasioni, in vari eventi da lui e da me organizzati.

Ci accomuna il desiderio di fare bene, di fare le cose seriamente, di non lasciare nulla al caso, è la cura dei piccoli particolari, quelle piccole ma fondamentali attenzioni che danno senso e valore alle manifestazioni, quella cura dei dettagli che soli contribuiscono nell’insieme a far sentire le persone coinvolte spettatori attivi e non passivi di un evento.

5 anni fa durante l’organizzazione dei mondiali cadetti WAKO che organizzai proprio al complesso della Versilia di Carrara dove oggi promuoviamo la Maratona Marziale stringemmo un rapporto più forte ed una stima reciproca profonda.

Roberto mi gratificò per il lavoro che io e il mio staff avevamo fatto e la cosa mi fece molto piacere Cristiano, Angela, Carlo, Marco, mi seguono fedelmente da una vita e a volte un semplice complimento dopo settimane e mesi di sacrifico inenarrabile vale più di qualsiasi cosa per un organizzatore quale io mi sento.

Si accorse da persona intelligente ed attenta qual’è della cura che già allora dimostrammo tra le altre cose per gli arbitri che io, anche allora da semplice organizzatore consideravo e tutt’oggi a maggior ragione considero, gli artefici del destino di una federazione.

Quello che io dico E SCRIVO sugli arbitri forse farà sorridere alcuni ma a me nasce dal cuore, è coerente con la mia persona, dico sempre quello in cui credo Per me gli arbitri sono come sacerdoti di anime, protagonisti di una danza cosmica che illumina il tatami dove è lo spirito delle persone ad entrare in gioco quando il gesto tecnico è così esasperato, come in un campionato mondiale, e la tecnica si fonde con l’anima.

Tutto ciò avviene però, solo quando si creano le condizioni perchè questo avvenga e le condizioni sono che gli arbitri siano totalmente liberi ed indipendenti e non ricevano il ben che minimo input dall’alto per il loro operato, che vengano trattati con il giusto rispetto e che siano consci dell’importanza che il loro ruolo riveste. Un ruolo che va al di la della gara ma li coinvolge in una dinamica educativa e morale, ed in casa WTKA, scusate l’immodestia, questo noi ce l’abbiamo in maniera assoluta . Per questo i nostri campionati sono pervasi da questa atmosfera di serenità, di allegria, di gioia che sorprendono tutti e non sono assolutamente il frutto del caso ma di principi che fanno parte sin dall’inizio del dna della federazione e delle sue fondamenta che anche per questo motivo sono così forti e che e diventato il nostro vero marchio di fabbrica che ci contraddistingue da qualsiasi altra manifestazione

Mi ricordo nitidamente che durante i mondiali WAKO avevamo allestito un vero e proprio ristorante seguito con grande gentilezza, come sempre del resto, da Angela e dal mio staff proprio a ridosso delle arie di gara e tra l’incredulità degli arbitri WAKO che non avevano a detta loro mai ricevuto un tale trattamento.

Li servivamo di tutto punto e non per mera formalità, ma per un vero e proprio spirito di servizio per quella convinzione assoluta che mi è propria e sento parte integrante del mio modo di essere, di accogliere l’ospite al meglio delle mie possibilità facendolo sentire al centro dell’attenzione come giusto che sia in un evento sportivo che voglia definirsi Campionato del Mondo..

Fu davvero molto gratificante ricevere i complimenti sinceri di tante persone che poi in definitiva collaboravano con noi per far funzionare il campionato mondiale e per decretarne il successo, come si fa a non gratificarli, a non trattarli con rispetto.

Questa mentalità l’ho portata in dote anche alla WTKA, non mi costa fatica del resto perchè è parte di me, e i nostri arbitri, se dal punto di vista professionale sicuramente possono migliorare come chiunque nella vita, sottoscritto compreso, moralmente mi permetto di dire che non ricevono lezioni da nessuno e che l’atmosfera di amicizia e di calore, di rispetto che si respirano da noi io non l’ho mai trovata in nessuna altra federazione che ho avuto modo di conoscere, e non sono poche nella mia carriera: WKO, WAKO,WKA etc.

Non c’è trippa per gatti! Queste non sono cose che nascono da sole, sono cose che si costruiscono e che si devono avere nell’anima il rispetto, l’amicizia, la sensibilità, la libertà, non sono valori che si generano da soli, non sono spighe di grano che crescono in un campo, sono valori per cui delle persone sono morte, ideali per cui delle persone hanno sacrificato la loro vita.

Io nel mio piccolo credo in questi valori, li sento palpitare in me e ho voluto riproporli in questa grande e meravigliosa avventura che si sta dimostrando la WTKA.

Oggi Roberto è un poliedrico personaggio della storia marziale italiana, come Maestro può dire davvero la sua ed ha segnato la storia delle arti marziali, come Arbitro di Kickboxing è un numero uno! Pound for Pound si direbbe nel pugilato! E’ un organizzatore con i fiocchi, dove io stesso ho potuto toccare con mano la cura dei dettagli e l’attenzione per i particolari delle sue belle manifestazioni, è un imprenditore di successo che organizza vacanze, corsi e quant’altro relativo al mondo thailandese dove io stesso ho avuto modo di partecipare ad un viaggio da lui organizzato benissimo e che non scorderà mai a Pattaya dove mi sono allenato due mesi in un Camp e dal quale come appassionato ho riportato ricordi, aneddoti ed impressioni indimenticabili…Unforgettable!

Se poi tutto ciò non bastasse, e qui veniamo alla parte che più mi interessa, Roberto è un uomo libero!!!

E questa parola per me racchiude tutto, come tutte le persone di carattere è spigoloso ed indipendente, da toscano poi è socievole quel tanto che basta, con un carisma ed un’autorevolezza non comune.

E’ una persona di carattere e leale, potrà piacere oppure no come tutti noi del resto ma è un uomo che merita tutto il mio rispetto, un uomo, punto! Non c’è null’altro da aggiungere.

E gli uomini si giudicano anche dalle persone che hanno vicine ed io ho potuto vedere di persona l’ amore ed il rispetto che il figlio nutre per lui, ho potuto osservare come questo sentimento sia profondamente ricambiato, come la moglie lo accudisca con grande intelligenza e sensibilità senza mai risultare invadente, e come lei stessa venga ricambiata con grande dolcezza.

Si sa, stare al centro dell’attenzione spesso genera invidie, antipatie, le malelingue sono sempre pronte a sciogliere il loro veleno ma ci vogliono gli attributi ed a Roberto non fanno certo difetto per navigare nel mare periglioso delle arti marziali e della vita per tanti anni ed uscirne sempre indenni, sempre con lo sguardo fiero e orientato verso il futuro che per Roberto è sempre fuorviero di buone nuove.

É un vulcano di iniziative, è sempre in prima linea e più di ogni altra cosa è il creatore de ”Ilguerriero.it” IL SUO CAPOLAVORO marziale!!!

Per quanto mi riguarda la sua opera più bella perchè con grande coraggio ed intelligenza e spirito libertario da voce a tutto il mondo marziale, nessuno escluso, in un mondo così globalizzato omologato così tristemente, avvizzito e spaventato dai potenti di turno, in un mondo così tristemente piegato al volere di pochi, ci sono ancora per fortuna uomini liberi che non hanno paura di essere se stessi, di sbatterti in faccia il proprio modo di essere, senza compromessi, senza sovrastrutture, senza falsità……Prendere o lasciare puri e duri!!!!!!!!!

Evviva il carattere e l’onesta di essere se stessi, non c’è cosa PIU’ IMPORTANTE nella vita di quella di essere coerenti con se stessi, costi quel che costi!

Caro Roberto un augurio mi sento di fartelo: continua così!!!!!!!!! Non cambiare mai!!!

L’affetto che conta veramente nella vita e l’unico che abbia un significato profondo è quello dei nostri cari, delle persone che amiamo, tutto il resto è polvere, oggi qui, domani là…..E del doman, come dice il Poeta, non v’è certezza!!!!

Ma dell’amore delle persone care, di quelle che ci vogliono bene per davvero, su quello si, si può costruire il nostro vero successo e li tu sei un Campione del Mondo che rinnova la sua sfida alla vita ed al suo significato più profondo ogni giorno.

Il successo nel lavoro, che pure per un uomo è importante, comporta sempre grandi sacrifici e battaglie che sfibrano e logorano, e spesso si è soli come è solo chi ha valori veri e cose da esprimere.

Chi si omologa, chi non ha il coraggio delle proprie idee per plageria o vigliaccheria è destinato ad una vita vuota e soprattutto, se non è una persona di valore, ROSICA DALL’INVIDIA.

Una volta si diceva “grande nemico, grande onore” significa che un uomo di valore non ha paura di esprimere le sue idee, di combattere le sue battaglie e di affrontare anche le conseguenze delle sue azioni..

Io sono solo un uomo, come ce ne sono a milioni, con mille difetti e tante contraddizioni, non sono un santo ma da uomo libero quale mi sento voglio dirti che ti stimo per quello che rappresenti e per quello che fai con grande coraggio e coerenza, per la tua scelta di lavorare al servizio della causa in cui credi come quella della Fikb, la tua missione ,di essere comunque sempre fedele ed onesto a questo principio e a questa Federazione che ti fanno onore ed a quello di mettere la tua anima e le tue capacità al sevizio di questa splendida realtà che io rispetto profondamente.

Di contribuire col tuo lavoro a farla crescere e svilupparla insieme a tanti altri come te, e nello stesso tempo dare spazio ad altre realtà certamente diverse ma di pari dignità come quella rappresentata dalla WTKA.

Non ci sono contraddizioni in quello che dico, e chi non lo capisce non ha speranze…

In battaglia come nella vita si rispetta sempre l’avversario, ed io ne ho stima profonda, sempre e soprattutto se poi questo supposto avversario, che io non sento come tale, è la WAKO o la FIKB. Devo dire che allora senza fare troppa fatica la stima si trasforma in rispetto e personalmente ne ho sempre avuto per questa grande Federazione nella quale ho militato io stesso per tanti anni e per te Roberto che sei un UOMO LIBERO per cui come detto, signori…Tutti in piedi……

Viva la libertà….

viva Fragale il guerriero….. e viva l’Italia!!!

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